Ho
letto giorni fa su un noto giornale settimanale un articolo dal
titolo “La Polemica, Il piccolo Principe, un libro
sopravvalutato”. I gusti e le opinioni sono individuali,
quindi con una leggera smorfia indotta esclusivamente da una mia
presa di posizione ho letto l’articolo per vedere cosa di quel
libro così stravenduto e straconosciuto fosse stata presa in
considerazione più del dovuto. Ma una volta le recensioni non
si facevano dopo aver letto i libri? Penso davvero che
l’autore della “polemica” abbia estrapolato qua e là
qualche frase dal piccolo libro del principe d’oro e l’abbia
lanciata sulla pagina come un mucchio di semi sterili. Eppure
per leggere tutto il libro ci vuole poco meno di un ora. Per non
essere troppo cattiva potrei pensare che si, il libro è stato
letto, ma non compreso. E’ vero, il Piccolo Principe si trova
nelle librerie indicato come libro per l’infanzia; la storia
è una breve favola per bambini, ma una volta letto il libro un
bambino cosa può trarne se non insegnamenti insiti nel suo
stesso essere bambino? I bambini sanno già tutto, poi col tempo
dimenticano. Ecco perché questo libro è soprattutto un libro
per grandi. Man mano che gli anni passano, e si cresce, capiremo
sempre di più quello che il principino ci vuole dire, e allora
ritroveremo delle verità che avevamo sotterrato in qualche
grotta buia del passato. Il Piccolo Principe non è un
“alieno”, come sottolinea il nostro giornalista polemico,
chi l’ha letto, e l’ha letto più di una volta sa che è il
nostro bambino interiore. Ognuno di noi ce l’ha. Il bambino
interiore è quello che si mette in contatto con la nostra parte
più bella, sta fermo sulla soglia del cuore pronto ad aprire la
porta, è lui che in quelle poche volte che vediamo luce nella
mediocrità adulta ci fa accorgere di quanto siano commoventi i
raggi. E’ lui che tiene in piedi con la forza del sorriso la
nostra volontà di scoprire e di sognare. Non abbiamo perso
tutti molto spesso i sogni? E non abbiamo trovato poi coraggio
nel colore di un fiore? E pianto quando ci siamo accorti che
sono le cose più semplici le fondamentali? Diverse culture
hanno dato un nome a questa parte di noi, Saint-Exupéry gli ha
dato il volto di un bambino con i capelli d’oro che non
rinuncia mai alle sue domande.
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“La
polemica” attacca il piccolo e con esso le donne, scrive che
farsi “addomesticare” come la volpe comporta una
sottomissione della donna all’uomo…I messaggi spesso non
vengono colti dal verso giusto.
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Non
è il rapporto con la donna, ma con l’Amore, e non il rapporto
con l’amico, ma con l’Amicizia, non con l’uomo, ma con
l’Umanità, perché se non ci addomestichiamo tra di
noi, se non ci amiamo un po’, se non ci vogliamo bene, non
vedremo mai l’oro del grano, non coglieremo mai amore da ciò
che ci circonda, nulla ci ricorderà nulla, non avremo una
canzone che ci ricorda un attimo, non avremo da piangere quando
qualcuno di caro viene a mancare, non avremo cuore per stringere
forte una mano. Il Piccolo Principe non potrà mai essere felice
senza il suo fiore, e chi è quella rosa tanto orgogliosa? Se ci
guardiamo allo specchio vedremo le nostre quattro piccole spine,
e se scrutiamo nel cuore c’è quel bambino coperto da un
morbido mantello che si adopera tanto per proteggerci dal gelo e
per annaffiarci ogni giorno, per tenerci in vita nonostante ci
ostiniamo a dire che non abbiamo bisogno di lui.
Vorrei
invitare a leggere questo libro almeno una volta l’anno perché
ogni volta si impara qualcosa di nuovo e ogni volta ci tira su
il morale se siamo a terra. E’ un tappeto volante di pagine
che ci porterà ogni volta sul nostro pianeta ad ammirare
tramonti. E per uno solo di quei tramonti, credetemi, vale la
pena di sprecare almeno un’ora del nostro preziosissimo tempo.
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